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Come motivare i collaboratori a dare il meglio sul lavoro

Come motivare i collaboratori a dare il meglio sul lavoro | Studio C&P

Fai crescere le performance: scopri come motivare i collaboratori

Facciamo un gioco. Immagina di prenderti una mezza mattinata libera dal tuo lavoro di imprenditore per farti un giro tra le scrivanie o i macchinari della tua azienda. All’inizio forse i tuoi dipendenti saranno un po’ sul chi va là… ma col passare delle ore probabilmente non ti noteranno più.

Tu cosa noterai invece?

Forse ti salteranno all’occhio tutte le cose che vorresti cambiare…magari noterai che quel dipendente ha fatto un errore o un altro non è nella sua postazione. Magari vorrai intervenire, per sottolineare dove Tizio ha sbagliato la pratica o per chiedere a Caio spiegazioni della sua assenza.

Ripeti l’esperimento il giorno dopo, e quello dopo ancora, e quello ancora dopo. Ora le persone, oltre che stare sull’attenti, saranno anche leggermente ansiose, paranoiche e cercheranno di non sbagliare un colpo.

Purtroppo però, quando le persone sono sotto stress tendono a commettere più errori (se vuoi capire il motivo leggi questo articolo).

Quando farai loro delle domande a proposito di un qualche problema sarai sommerso da un mare di scuse, giustificazioni, scarico di colpe senza venire a capo di nulla.

Bene, quello che abbiamo appena immaginato insieme è un modo efficace su come creare un clima di lavoro improduttivo in soli 4 giorni! Com’è possibile tutto questo?

È possibile, perché – se sei un bravo imprenditore – probabilmente lo sei diventato anche grazie a due preziose qualità:

  1. la perseveranza -costanza e tenacia nel perseguire i tuoi obiettivi
  2. la persuasività -capacità di convincere gli altri le tue idee

Quando disciplina e autorevolezza vengono impiegate per scannerizzare solo i lati negativi delle persone, ecco che scoppia la bomba.

Cosa succede infatti quando sottolinei agli altri in modo continuo e convincente solo i loro lati negativi? Succede che li convinci di essere un completo disastro!

È così che crei il tuo personale esercito di dipendenti-perdenti: persone demotivate, deboli e impaurite.

Quello che ti aspetti dagli altri determina l’atteggiamento che avrai verso di loro. Le persone sono come degli specchi, riflettono verso di te lo stesso atteggiamento che tu hai con loro, positivo o negativo che sia. Ecco che se ti concentri solo sui lati negativi non li riduci, li moltiplichi!

Questo vuol dire che non si possono dare indicazioni alle persone per migliorare quando sbagliano? Nient’affatto. Vuol dire semplicemente che c’è modo e modo di farlo.

Ora, per dire. Potrei descrivere tutte le brutte abitudini del titolare demotivante, ma così facendo ti spingerei a concentrarti solo su ciò che non va nel tuo stile di comando e ti deprimerei. Quindi voglio parlarti delle caratteristiche e delle abitudini che fanno di un capo un titolare motivante, per spronarti a riflettere su ciascuna di esse e, perché no, magari anche provare a migliorarti!

6 qualità che fanno di te un titolare che sa come motivare i collaboratori

sei positivo
trovi sempre il lato positivo nelle cose e dai a tutti la carica per migliorarsi ogni giorno.

«Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta.»
(Milton Berle)

sei interessato a migliorare
nell’errore, cerchi il motivo e non il colpevole. Sai che una giornata storta può capitare a tutti, e sei curioso di capire come si è creata, per non ripeterla domani.

«Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi»
(Albert Einstein)

sei riconoscente
elogi spesso le persone che ti circondano per le cose che hanno fatto bene.

«Se uno loda un altro, si mette alla pari con lui»
(Goethe)

sei indulgente
non usi te stesso come metro di misura, perché sai che se il tuo dipendente fosse stato come te, avrebbe fatto l’imprenditore.

«Per diventare allenatore devi uccidere il giocatore che è in te»
(Julio Velasco)

sei disponibile
hai tempo per i tuoi collaboratori, li ascolti davvero e li metti a loro agio, tanto che li porti a confidarsi senza timore. Così facendo hai molte più probabilità di scoprire cosa li spinge a fare determinate scelte o a comportarsi in un certo modo.

«La fiducia è la sola cura conosciuta per la paura.»
(Lena Kellogg Sadler)

sei un esempio
sei una guida giusta e rispettosa che tutti stimano e seguono.

«Chi pensa di guidare gli altri e non ha nessuno che lo segue sta solo facendo una passeggiata»
(John Maxwell)

Quante di queste caratteristiche possiedi già? Quali ti piacerebbe avere o potenziare? Non è mai troppo tardi per migliorare!

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Sabrina Cavallini

Un diploma in Ragioneria, una laurea in Scienze Economiche, una carriera ventennale alla guida di uno tra i più affermati studi commercialisti della Provincia di Pisa.

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