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Come scegliere il personale: individua subito al primo colloquio chi fa per te.

Come scegliere il personale giusto per la tua azienda | Studio Cavallini Pontedera

Le domande da fare e i segnali da osservare per capire chi hai di fronte già al primo colloquio.

Voglio approfondire alcune riflessioni su come individuare il miglior collaboratore da far entrare in un gruppo di lavoro. In parte per riprendere le fila di un discorso aperto in questo articolo e in parte per ampliarlo, andando a capire come individuare già dal primo incontro le caratteristiche che noi imprenditori cerchiamo in un dipendente:

  1. ORIENTAMENTO AL RISULTATO
  2. AUTONOMIA
  3. TOLLERANZA ALL’INCERTEZZA
  4. PROATTIVITÀ
  5. COOPERATIVITÀ

Vado subito al punto più ‘dolente’: come capire se chi hai di fronte ha o no queste qualità?

  1. ORIENTAMENTO AL RISULTATO
    Poni questa domanda: «cosa vuoi dal tuo lavoro?»
    Una volta ottenuta la risposta, chiedi: «perché questo valore è importante per te?»
    La persona orientata al risultato parlerà di obiettivi, di sfide, di quello che vuole e può ottenere, usa verbi legati alla volontà ed espressioni come “raggiungere”, “ti permette di”, “vantaggi”. Siede con postura eretta, ha sguardo diretto.
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  2. AUTONOMIA
    Poni questa domanda: «come sai di aver svolto un buon lavoro?»
    La persona autonoma risponderà che lo sa e basta, perché si basa su suoi standard personali di efficienza/efficacia. Anche se può sembrare una cosa da tutti, non lo è. Ci sono anche persone che prima hanno bisogno di confrontarsi o di avere un parere esterno.
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  3. TOLLERANZA ALL’INCERTEZZA
    Poni questa domanda: «perché hai scelto il tuo ultimo lavoro?»
    La persona in grado di tollerare l’incertezza risponderà con una lista di motivi, opportunità e possibilità che l’hanno spinta a scegliere proprio quel lavoro e non un altro.
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  4. PROATTIVITÀ
    Osserva chi hai di fronte. Se tende all’azione, è diretto, dà l’impressione di avere il controllo del proprio mondo, usa verbi imperativi, parla velocemente, con frasi brevi e chiare, ha un tono di voce forte e deciso, sguardo diretto, stretta di mano salda, è presto detto: sei di fronte a una persona proattiva.
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  5. COOPERATIVITÀ
    Poni la seguente domanda: «parlami di una situazione lavorativa che è stata per te soddisfacente». La persona cooperativa usa parole come “noi”, “squadra”, “il nostro lavoro”, “insieme”. Nel racconto includerà altre persone e condividerà con loro la responsabilità dei risultati raggiunti.

Tante ricette un unico requisito: il buon senso.

Le caratteristiche sopra elencate non hanno valenza positiva o negativa in senso assoluto, ma solo in relazione a ciò che cerchi. Ad esempio in questo caso l’azienda sta cercando persone innovative che trovano nuove soluzioni per la crescita aziendale.
Facciamo un altro esempio: se la figura che stai cercando deve ricoprire un ruolo nel controllo qualità, è molto meglio sia ORIENTATA A EVITARE L’ERRORE, piuttosto che al risultato!

Questo per dire che non esiste un vademecum del dipendente perfetto, ma solo una lista delle qualità da mettere a fuoco perché si adattino al meglio al ruolo aziendale richiesto: è questa le ricetta per fare il miglior identikit della persona più adatte a ricoprirle una determinata posizione.

Bibliografia per chi fosse interessato ad approfondire:

Le parole della mente. Eccellere nel linguaggio di influenza. Autrice: Shelle Rose Charvet.

Il mondo è pieno di cretini. O sei tu che non riesci a farti capire? Autore: Thomas Erikson.

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Sabrina Cavallini

Un diploma in Ragioneria, una laurea in Scienze Economiche, una carriera ventennale alla guida di uno tra i più affermati studi commercialisti della Provincia di Pisa.

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