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Cosa aspettarsi dalla riforma della crisi d’impresa

Cosa aspettarsi dalla riforma della crisi d'impresa | Studio Cavallini

L’impatto positivo della riforma anti-crisi sulle piccole  e medie imprese

Il nuovo Codice della crisi è destinato a cambiare per sempre e completamente l’approccio del piccolo imprenditore alla gestione dell’azienda. Questa riforma nasce da tre evidenze note e chiare a chi si occupa di gestione d’impresa:

  1. La crisi d’impresa è una fase naturale che ogni azienda attraversa nel corso della sua evoluzione. Solo se non riconosciuta e affrontata diventa una malattia. Gli stadi della crisi si dividono in: incubazione – maturazione – crisi – insolvenza reversibile – insolvenza irreversibile. Un’impresa in fase di incubazione della crisi ha il 95% di possibilità di risanarsi: questa percentuale si riduce al 20% se l’impresa è ormai in fase di insolvenza.
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  2. Prima riconosci e affronti una crisi, più possibilità hai di uscirne indenne.
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  3. Nella maggior parte dei casi il piccolo imprenditore in crisi tende a negare o rinviare i problemi. Non per malafede, ma perché si identifica completamente nell’azienda: il fallimento dell’azienda è il suo fallimento come individuo. Essere etichettato dagli altri come un “perdente” è la ragione che lo porta a non cercare aiuto.

Questo porta ai due scopi principali della riforma sulla crisi:

  • Far emergere la crisi ai primi sintomi per arrestarne uno sviluppo altrimenti degenerativo (allerta)
  • Aiutare a ripartire gli imprenditori che monitorano, collaborano e si attivano per uscire dalla crisi. Disincentivare d’altro canto comportamenti che ritardano, nascondono e ostacolano il risanamento. (cura)

Da questi due obiettivi nascono una serie di misure divisibili in due gruppi: le misure preventive e le misure curative. Tra le varie misure preventive troviamo:

BUONA GESTIONE D’IMPRESA

Un obbligo che serve a intercettare prima di tutti i segnali negativi per trovare soluzioni a basso impatto. L’imprenditore della piccola e media impresa deve monitorare l’azienda ogni 3/6 mesi con strumenti come il controllo di gestione e la pianificazione strategica per individuare segni precoci di crisi.

NOMINA DEGLI ORGANI DI CONTROLLO

Alcune SRL hanno l’obbligo di dotarsi di organi interni di vigilanza, a controllo di conti e bilanci e di supporto alle strategie da seguire. In altri casi non c’è obbligo ma paradossalmente è peggio perché non c’è nessuno che “avvisa” l’imprenditore se l’azienda inizia ad andar male. In questi casi, l’imprenditore potrà contare solo su di sé per monitorare l’azienda o affidarsi a specialisti esterni.

NON PIU’ FALLIMENTO MA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE

Il termine “fallimento” è sostituito da “liquidazione giudiziale” per evitare il discredito sociale e personale che ne deriva. Tutti gli obblighi sopra citati puntano a una ‘rivoluzione culturale‘ che mira a non far sentire solo l’imprenditore in difficoltà.

Tra le varie misure curative segnaliamo le seguenti:

L’imprenditore consapevole che monitora l’azienda con costanza, riconosce le prime avvisaglie di crisi o accoglie le segnalazione degli organi interni di vigilanza e si attiva per riportare in salute l’impresa ha diritto a varie misure premiali come: la non punibilità del reato, l’esonero di responsabilità, la riduzione di sanzioni e interessi, la proroga dei termini di risanamento del debito.

Nella presa in carico dell’azienda in crisi si dà priorità a strumenti alternativi meno “traumatici” dell’esecuzione giudiziale. Inoltre si incentivano proposte che assicurano la continuità aziendale – cioè la capacità dell’impresa di produrre reddito per almeno 12 mesi dalla data dell’ultimo bilancio – con costi e durate ridotte.

A cosa serve tutto questo?

Semplicemente, a far emergere le difficoltà prima che diventino davvero insormontabili. Per fare questo il piccolo imprenditore deve uscire dalle logiche individualistiche e affidarsi a professionisti del settore: consulenti esterni preparati a leggere gli indicatori e individuare i segnali sul nascere. D’ora in avanti questa deve diventare la quotidianità per tutte le aziende che vogliono essere padrone del proprio futuro.

Vuoi saperne di più su cosa prevede la riforma? Vai all’articolo dedicato.

 

* Fonti: nuovo Codice della Crisi D.L. 12 gennaio 2019, n. 14

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Sabrina Cavallini

Un diploma in Ragioneria, una laurea in Scienze Economiche, una carriera ventennale alla guida di uno tra i più affermati studi commercialisti della Provincia di Pisa.

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