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Fattura elettronica reverse charge, enasarco, bollo e altre operazioni

Fattura elettronica reverse charge e altre operazioni | Studio Cavallini

Come gestire fattura elettronica reverse charge, enasarco, imposta di bollo e molto altro: il consulente risponde

In questi ultimi mesi le aziende si stanno ponendo molte domande sulla nuova disciplina della fatturazione elettronica, rispondiamo a quelle più frequenti che riguardano reverse charge, enasarco, fuori campo IVA, bollo e molto altro:

  1. Quali operazioni in reverse charge hanno obbligo di fattura elettronica?
  2. Le operazioni fuori campo Iva sono soggette a obbligo di FE (fattura elettronica)?
  3. Si può gestire l’Enasarco nelle fatture elettroniche?
  4. Per quali fatture va assolta l’imposta di bollo? E come si compila nell’XML?
  5. Vendita esportatori abituali, come compilare l’XML?
  6. Eccezione diritto alla detrazione d’imposta

1. Quali operazioni in Reverse Charge hanno obbligo di fattura elettronica?

Rientrano nell’obbligo di fatturazione elettronica:

  • autofatture emesse per omaggi
  • fatture utilizzate per documentare l’autoconsumo o il passaggio tra contabilità separate (autofatture per passaggi interni fra contabilità separate)
  • la regolarizzazione dell’avvenuto splafonamento da parte dell’esportatore abituale

Per le eventuali fatture cartacee e / o autofatture a seguito di Reverse Charge sia di acquisto che di vendita noi consigliamo la registrazione su sezionali separati.

Non rientrano nell’obbligo di fatturazione elettronica:

  • le integrazioni e le autofatture emesse a norma dell’art. 17 DPR 633/72 per acquisti di beni e servizi territorialmente rilevanti ai fini Iva in Italia da soggetti non residenti.
  • le operazioni in reverse charge di acquisti intracomunitari ed extracomunitari soggetti a esterometro (qui trovi approfondimenti)
  • le integrazioni di fatture per acquisti interni di beni e servizi per i quali l’art. 17 DPR 633/72 individua quale debitore dell’imposta il cessionario o il committente.

In questi ultimi casi l’integrazione può essere eseguita materialmente sul documento emesso dal cedente/prestatore ma anche in modalità elettronica con autofattura.

2. Le operazioni Fuori campo IVA sono soggette a obbligo di XML?

No. Per le fatture fuori campo IVA non c’è obbligo di emettere fattura elettronica.

Noi consigliamo di emettere comunque fattura elettronica onde evitare rallentamenti amministrativi.

3. Si può gestire l’Enasarco nelle fatture elettroniche?

Sì. Il contributo Enasarco degli agenti di commercio e dei rappresentanti può essere gestito nell’area ‘Altri Dati Gestionali’ inserendo:

  • Tipo dato: CASSA-PREV
  • Riferimento testo: ENASARCO (o eventuale altra cassa analoga) e il relativo codice TC07
  • Riferimento numero: importo del contributo
  • Riferimento data: il dato può non essere valorizzato

4. Quali fatture sono soggette a imposta di bollo?

Per fatture “senza” IVA di importo superiore a € 77,44 va assolta l’imposta di bollo di € 2,00.

Con un recente Decreto sono state riviste le modalità di versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche. Ora il pagamento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre deve essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo.

A tal fine l’Agenzia delle Entrate renderà noto l’ammontare dovuto con una comunicazione nell’area riservata del proprio sito. Il pagamento può essere effettuato con addebito diretto sul cc bancario/postale o tramite mod. F24 precompilato.

Quando si emette una fattura elettronica soggetta a bollo occorre compilare il campo ‘Dati bollo’ con l’importo dell’imposta.

5. Vendita esportatori abituali: come compilare l’XML?

Coloro che emettono fatture a esportatori abituali devono indicare gli estremi della lettera di intento nei campi facoltativi della fattura elettronica. (ad es. nel campo ‘Causale’).

6. Eccezione DL 119/2018

Entro il giorno 16 di ciascun mese può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell’anno precedente.

Pertanto, ad esempio, per una fattura elettronica di acquisto con data 30 gennaio 2019 è ricevuta dal SdI il 1° febbraio 2019, potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta nel mese di gennaio.

Raccomandiamo particolare attenzione alle fatture a cavallo di anno (fatture emesse a dicembre e ricevute a gennaio).

Ad oggi in questi casi la normativa è la seguente: l’Iva esigibile nel mese di dicembre può essere detratta solo in possesso materiale del documento-fattura realizzato nel medesimo mese. In alternativa l’esigibilità dovrà essere rinviata al successivo mese di gennaio o alla dichiarazione Iva dell’anno.

I soggetti con liquidazione mensile potranno quindi scegliere se inserire-registrare la fattura nel mese di gennaio liquidando l’Iva nel mese stesso oppure adottare la procedura di registrazione in un registro da far confluire nella dichiarazione Iva dell’anno precedente e – in presenza di un credito – provvedere alla compensazione (verticale/orizzontale) o al rimborso.

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Sabrina Cavallini

Un diploma in Ragioneria, una laurea in Scienze Economiche, una carriera ventennale alla guida di uno tra i più affermati studi commercialisti della Provincia di Pisa.

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