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Tartufi Iva ridotta al 5% e altre novità della finanziaria 2019

Tartufi Iva ridotta al 5% | Studio Cavallini

Nella manovra il salva tartufi: Iva ridotta al 5% e regime fiscale agevolato per i cercatori.

Sommario

  • Tartufi: Iva al 5% per i cessionari di tartufo fresco e al 10% per il tartufo congelato
  • Per i raccoglitori occasionali che commercializzano i prodotti: aumento soglia Irpef a 7.000 € a fronte del pagamento di imposta sostitutiva di 100 € l’anno

Le novità della Finanziaria 2019 per la filiera del tartufo

  1. Tartufi Iva ridotta al 5% per il prodotto fresco e al 10% per quello congelato
  2. Regime fiscale agevolato per i cercatori di tartufi

1) Tartufi Iva ridotta

Viene applicato un regime IVA speciale per i cessionari di prodotto, a seconda della tipologia:

  • nel caso di tartufo fresco l’Iva è ridotta dal 10% al 5%
  • nel caso di tartufi congelati, essiccati o preservati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurare temporaneamente la conservazione, ma non preparati per il consumo immediato l’Iva passa dal 22% al 10%

[Fonte: art. 34, DPR n. 633/72 n. 1-quater) alla Tabella A, parte II-bis e n. 20-bis, Tabella A, parte III]

2) Regime fiscale raccolta prodotti selvatici

E’ previsto un assoggettamento all’imposta sostitutiva IRPEF / relative addizionali fissa (pari a € 100) dei redditi derivanti dalla raccolta occasionale di prodotti selvatici non legnosi e di piante officinali spontanee. Queste attività sono considerate occasionali se non superano € 7.000 annui (non cumulabili con altri redditi della persona fisica).

L’imposta sostitutiva:

  • va versata entro il 16/2 dell’anno di riferimento dai soggetti in possesso del titolo di raccolta per uno o più prodotti rilasciato dalla Regione o altri Enti subordinati;
  • non è applicabile ai soggetti che effettuano la raccolta esclusivamente per autoconsumo.

Nei confronti dei soggetti che versano l’imposta sostitutiva in esame con riferimento all’anno in cui la cessione del prodotto è avvenuta, non è applicabile la disposizione di cui all’art. 25-quater, DPR n. 600/73, in base alla quale alle somme corrisposte ai raccoglitori occasionali di tartufi va operata la ritenuta alla fonte:

  • sul corrispettivo pagato ridotto del 22% a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito;
  • a titolo d’imposta, pari all’aliquota IRPEF del primo scaglione di reddito (23%);
  • con obbligo di rivalsa.

Per gli acquisti dei prodotti selvatici non legnosi / piante officinali spontanee, effettuati senza ritenuta, l’acquirente emette un documento d’acquisto riportante i seguenti elementi:

  • data di cessione;
  • nome / cognome / codice fiscale del cedente;
  • codice ricevuta del versamento dell’imposta sostitutiva;
  • natura / quantità del prodotto ceduto;
  • corrispettivo pattuito.

I dati relativi ai documenti d’acquisto sono inclusi nello spesometro. Dovrà essere chiarito l’assolvimento di tale obbligo comunicativo considerato che lo spesometro è abrogato dal 1° gennaio 2019.
Le cessioni di prodotti selvatici non legnosi / piante officinali spontanee non obbligano il cedente raccoglitore occasionale non munito di partita IVA ad alcun obbligo contabile (modifica del comma 109 dell’art. 1, Finanziaria 2005).

Sono esonerati dagli adempimenti IVA e da tutti gli obblighi documentali / contabili compresa la dichiarazione annuale (fonte art. 34-ter al DPR n. 633/72):

  • i raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe 02.30 della Tabella Ateco 2007
  • raccoglitori di piante officinali spontanee che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a € 7.000.

Possono applicare il regime IVA speciale  i produttori agricoli, diversi dai soggetti esonerati di cui sopra, che gestiscono la produzione di prodotti selvatici non legnosi non ricompresi nella citata classe 02.30 e nell’art. 3, D.Lgs. n. 75/2018 (piante officinali spontanee). Il reddito di tali soggetti è comunque determinato su base catastale.

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Sabrina Cavallini

Un diploma in Ragioneria, una laurea in Scienze Economiche, una carriera ventennale alla guida di uno tra i più affermati studi commercialisti della Provincia di Pisa.

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