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Formazione - Consigli per l'imprenditore
4 Luglio 2018

5 frasi da non dire sul posto di lavoro a colleghi e superiori

Sabrina Cavallini

Modi di dire e affermazioni che è meglio evitare se sei un dipendente.

Non capisce un tubo”, “Non c’è problema”, “Non è giusto”. Siamo sicuri che sia solo l’abito a fare il monaco? Anche le parole hanno un loro peso, soprattutto sul posto di lavoro. Quando parliamo con un collega, il proprio capo o un superiore, stiamo comunicando molto di noi stessi, anche senza volerlo. Questo contribuisce a creare negli altri un’idea di noi come persone volenterose, preparate o viceversa pigre, menefreghiste e supponenti.

5 frasi da non dire sul posto di lavoro a colleghi e superiori

Travis Bradberry, co-fondatore di TalentSmart, leader mondiale dei test per l’intelligenza emotiva, in un articolo su LinkedIn fa una lista delle 11 frasi che è meglio non dire sul posto di lavoro. Noi ne abbiamo selezionate e approfondite cinque.

  • “Si è sempre fatto così”

«E allora?» potrebbe replicare il tuo capo. I cambiamenti spaventano, perché richiedono un piccolo sforzo iniziale per mutare un’abitudine acquisita. È del tutto normale fare un po’ resistenza all’inizio. Ma fissarsi su questo atteggiamento con sterili giustificazioni (“non c’è necessita”, “non ho tempo”, “si è sempre fatto così”) ti farà sembrare pigro e poco incline a migliorare.

  • “Si, si…però”

Come dice il grande allenatore e coach Julio Velasco, “Si si…però” è NO. Meglio essere franchi e diretti, indicando cosa approvi e cosa no, piuttosto che confondere le acque facendo sentire l’altro ‘vagamente’ preso in giro.

  • “Sicuramente sto per dire una sciocchezza…”

Decisamente, non il miglior modo per esordire in una discussione. Se non sei sicuro di quello che stai per dire, trova un modo per mettere in chiaro la cosa senza sminuirti così tanto. Uno potrebbe essere questo: “Non conosco in dettaglio il progetto ma vorrei contribuire con un’osservazione”. Viceversa, se sai che stai per dire una cosa stupida, vale sempre il buon detto “un bel tacer non fu mai scritto”.

  • “Non è di mia competenza”

Vale a dire non mi riguarda, non mi interessa, non me ne curo. In questo modo comunichi che sei disposto a fare solo il minimo indispensabile, anche se magari non è vero e vuoi solo mettere in chiaro i tuoi compiti. In questo caso, c’è un altro modo per affrontare la cosa.

Se il tuo titolare ti chiede conto di una cosa che non rientra nelle tue competenze, puoi fargli presente che non rientra nelle tue competenze, ma che sei disposto a informarti sulla questione. Questo vale anche nel caso ti venga assegnato un compito estraneo al tuo ruolo. Prenditene carico e chiedi di ridefinire il tuo ruolo per aggiornare le attività connesse. In questo modo non passerai per un menefreghista e al tempo stesso potrai chiarire quali sono le cose che devi o non devi fare a lavoro.

  • “Ci vorrà un secondo”

Apparentemente una frase da dipendente super-efficiente. In realtà, a meno che non ci voglia davvero 1 secondo a svolgere l’incarico, con questa frase sminuisci le tue competenze e dai l’idea di lavorare in modo sbrigativo. 

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