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11 Febbraio 2020

Come funzionano i buoni pasto: novità della Legge di Bilancio 2020

Sabrina Cavallini

Come funzionano i buoni pasto? Le novità della Legge di Bilancio 2020 da conoscere.

La recente Legge di Bilancio 2020 ha introdotto alcune modifiche alla disciplina dei buoni pasto. In questo approfondimento facciamo il punto sulla norma in vigore e sulle recenti variazioni introdotte.

  1. Norma generale
  2. Le modifiche della Legge di Bilancio 2020
  3. Trattamento fiscale dei buoni pasto per il dipendente
  4. Regime fiscale dei buoni pasto per il datore di lavoro
  5. Regime fiscale dei buoni pasto per pubblico esercizio convenzionato
  6. Regime fiscale della società emittente

1. Norma generale

I buoni pasto sono documenti cartacei o elettronici che danno diritto di accesso al servizio mensa di esercizi pubblici convenzionati con l’azienda (datore di lavoro).

Sono compensi corrisposti al lavoratore dipendente (a tempo pieno o parziale) anche qualora l’orario lavorativo non preveda la pausa pranzo. Non sono: cedibili, commercializzabili, cumulabili, né convertibili in denaro. Devono consentire esclusivamente l’accesso alla prestazione di servizio mensa nei confronti dei dipendenti aventi diritto ed essere datati e sottoscritti.

Il datore di lavoro può somministrare pasti ai dipendenti:

  • attraverso un servizio mensa, e/o
  • mediante i servizi sostitutivi: ticket restaurant di importo corrispondente al valore di prestazione del buono pasto Iva inclusa

Il ciclo di impiego dei buoni pasto è suddivisibile in 4 step:

  1. vendita del buono pasto da parte della società che li emette all’azienda (datore di lavoro) con conseguente emissione di fattura
  2. consegna del buono pasto dall’azienda (datore di lavoro) al dipendente
  3. utilizzo del buono pasto da parte del dipendente presso un pubblico esercizio convenzionato
  4. fatturazione del buono pasto da parte del pubblico esercizio convenzionato alla società emittente

2. Modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020

La Legge di Bilancio 2020 prevede queste modifiche a partire dall’1.1.2020 a seconda della natura del buono pasto:

  • per i buoni pasto cartacei: è prevista la riduzione della quota non imponibile per il dipendente da 5,29 € a 4 €
  • per i buoni pasto elettronici: è previsto l’incremento della soglia di non imponibilità per il dipendente da 7 € a 8 €

Inoltre, non formano reddito di lavoro dipendente:

  • le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi;
  • le indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29.

3.Trattamento fiscale per il dipendente

Per il dipendente i buoni pasto sono soggetti a tassazione Irpef, in quanto compensi a lui corrisposti. Tuttavia, sotto certi limiti – modificati dalla Legge di Bilancio 2020 – di 4 € per i buoni pasto cartacei e di 8 € per quelli elettronici, non generano reddito imponibile e contributivo. Sopra tali soglie invece il valore maggiore sarà soggetto a tassazione.

Esempio: se si ricevono buoni pasto elettronici giornalieri da 10 €, la tassazione in busta paga ai fini Irpef riguarderà solo i 2 € eccedenti.

Cumulabilità. In relazione alla cumulabilità, L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il divieto di cumulo oltre i limite di 8 buoni pasto non rileva sotto il profilo fiscale sui limiti dell’esenzione dal reddito di lavoro dipendente previsti dall’art. 15 Tuir.

4.Regime fiscale per l’azienda

Per l’azienda (datore  di lavoro), i costi di acquisto dei buoni pasto sono deducibili totalmente per competenza o cassa a seconda della tenuta contabile adottata. Tale costo va:

  • dedotto alla data in cui il dipendente ha usufruito del servizio
  • riclassificato in bilancio alla voce B.7 del CE conto economico in qualità di costi per prestazioni di servizi riguardanti il personale

L’Iva applicata è al 4% ed è detraibile.

5.Regime fiscale per pubblico esercizio convenzionato

Il pubblico esercizio convenzionato:

  • fornisce il pasto
  • ritira il buono
  • emette ricevuta fiscale con indicazione di corrispettivo non pagato” (CM 97/1997)
  • fattura in seguito alla società che ha emesso il buono un importo pari al controvalore del buono al netto dello sconto riconosciuto come corrispettivo del servizio

L’Iva applicata è del 10% ed è detraibile per il datore di lavoro.
La base imponibile è determinata applicando al valore del buono l’eventuale sconto previsto contrattualmente e scorporando l’imposta compresa.

6.Regime fiscale per la  società emittente

La società che emette i buoni pasto

  • emette fattura al datore di lavoro
  • rinvia la rilevazione a CE dei buoni venduti e non utilizzati entro la fine dell’esercizio.

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