Formazione
Formazione - Consigli per l'imprenditore
20 Ottobre 2018

Il dipendente perfetto non esiste: o forse sì?

Sabrina Cavallini

Non tutti i dipendenti sono uguali, alcuni fanno crescere l’impresa, altri no.

Hai una piccola e media impresa che vuoi far crescere? Allora devi lavorare su due aspetti molto importanti, spesso sottovalutati:

  1. saper motivare e far crescere le persone di cui ti sei circondato negli anni;
  2. saper attirare nuovi talenti e inserirli in squadra.

«Un’azienda si trasforma nelle persone che assume»
Vinod Khosla, fondatore di Sun Microsystems

Frase tanto semplice quanto vera. Pensa a come parli dei tuoi dipendenti: mai contenti, perditempo, scaldasedia? Beh, se queste sono le premesse, stai pur certo che il destino della tua azienda è segnato (in negativo, ovviamente)!

Su come motivare il personale a tirare fuori il meglio, ne ho già parlato in questo articolo.

Se invece vuoi trovare il dipendente perfetto, comincia da qui:

Quali sono le caratteristiche che secondo te fanno di un aspirante candidato la persona ideale per far crescere la tua impresa?
Se stai pensando alla competenza tecnica o alla specializzazione, sei fuori strada.
Oggi l’esperienza e la formazione sono solo il punto di partenza.

Quello che conta è il bagaglio di capacità interpersonali e comunicative che (purtroppo) non s’imparano né a scuola né sul lavoro. Queste abilità (chiamate soft skills) dipendono dalla personalità e dal vissuto passato e sono determinanti per il futuro della tua impresa.

La cosa più importante in assoluto è che una persona condivida i valori dell’azienda. Questa premessa garantirà comportamenti corretti, scambi trasparenti e meno bisogno di controllo. Facciamo un esempio: se hai un’azienda basata su rigore e serietà, ti sarà di ben poco aiuto una persona frettolosa e approssimativa. Quindi, chiarisci i valori-cardine su cui si basa la tua impresa e cogli i valori-guida di chi siede di fronte a te.

Premesso questo, vediamo le altre principali soft skills una per una:

  1. ORIENTAMENTO AL RISULTATO
    capacità di fissare e tendere a obiettivi sfidanti, per sé e per gli altri
  2. AUTONOMIA
    capacità di gestirsi da soli e assumersi responsabilità anche non richieste
  3. TOLLERANZA DELL’INCERTEZZA
    capacità di lavorare in contesti non sempre definiti o pianificati nel dettaglio
  4. PROATTIVITÀ
    attitudine ad agire, a proporre idee nuove, a usare la propria testa, a mettere in discussione ciò che già esiste in maniera costruttiva, senza attendere istruzioni dall’alto come un esecutore passivo.
  5. COOPERATIVITÀ
    capacità di lavorare in un gruppo composto da persone diverse per competenze e profili.

Ovviamente queste sono solo indicazioni di massima, che vanno ricalibrate in base al ruolo vacante. Ad esempio, se la posizione cercata è quella di Responsabile Progettazione, l’asticella della ‘tolleranza all’incertezza’ va spostata verso una più forte tendenza alla pianificazione di dettagli e procedure.

Non ti basta e vuoi capire come cogliere queste caratteristiche già dal primo colloquio con un aspirante candidato? Vai al prossimo articolo dedicato!

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