Norme & agevolazioni
Norme & agevolazioni - Fisco, IVA e altro
13 Novembre 2019

C’è differenza tra caparra e acconto? Cosa sapere prima di confermare la prenotazione.

Sabrina Cavallini

Diritti e doveri del cliente e dell’albergatore: perché è importante conoscere la differenza tra caparra e acconto.

Quando un cliente prenota una camera d’albergo, può trovarsi di fronte a una richiesta di pagamento  anticipato a garanzia di conferma della prenotazione. Spesso l’albergatore non ha ben chiara la natura di tale richiesta e si trova a far confusione tra acconto e caparra.

Ma i due termini non sono sinonimi.

Cos’è l’acconto e cos’è la caparra?

Per dare una risposta occorre rispolverare le due definizioni date dal codice civile.
L’acconto è un anticipo sul totale dovuto che il cliente versa per pernottare presso una struttura alberghiera.
In caso di disdetta il cliente ha il diritto alla restituzione dell’intero importo. L’acconto tutela il cliente.

La caparra è una somma versata a garanzia di un contratto.
In caso di disdetta il cliente non ha diritto alla restituzione dell’intero importo. La caparra tutela la struttura ricettiva.

La caparra può a sua volta avere una doppia natura, cioè essere:

  • confirmatoria, una somma liberamente stabilita dalla struttura a garanzia di conferma della prenotazione.
    In caso di disdetta il cliente perde la caparra e potrebbe anche essere costretto a risarcire interamente l’albergatore per il mancato guadagno.
  • penitenziale, una somma versata dal cliente a garanzia di conferma della prenotazione. In caso di disdetta l’albergatore ha diritto a trattenere la somma ma non può richiedere alcun risarcimento ulteriore per il mancato guadagno.

Caparra e acconto, qual è la differenza?

In caso di acconto l’albergatore deve emettere  immediatamente un documento fiscale (ricevuta, fattura o scontrino) al momento dell’incasso, poiché quell’importo è rilevante ai fini delle imposte sia dirette che indirette.

Quando il cliente paga il saldo finale, l’albergatore emette una seconda fattura o ricevuta fiscale per l’importo residuo, specificando che si tratta del saldo dovuto per la prestazione con l’indicazione del numero e della data della ricevuta fiscale emessa a suo tempo per l’incasso dell’acconto.

Come già detto, in caso di disdetta l’albergatore è obbligato a restituire l’acconto. Deve quindi emettere un documento di storno alla data di restituzione della somma.

In caso di caparra non c’è obbligo di emettere documento fiscale. Pertanto al momento dell’incasso l’albergatore può rilasciare una semplice ricevuta cartacea che comprovi per il cliente l’avvenuta transazione. Se l’importo della caparra supera 77,47 € occorre applicare sulla ricevuta una marca da bollo da 2 €.

Ai fini delle imposte dirette la caparra non genera né ricavi per chi la riceve, né costi per chi la versa (poiché è considerata una sorta di deposito temporaneo).

Perché è importante distinguere tra caparra e acconto?

In relazione a tutte le differenze riportate sopra, è sempre bene che l’albergatore specifichi la natura della somma richiesta al cliente a titolo di conferma della prenotazione: cioè se si tratta di caparra o di acconto.

Tanto più che in assenza di una specificazione chiara la somma versata è considerata come acconto. Perché possa considerarsi caparra è necessario che ciò venga scritto in modo chiaro nel contratto.

Il modo più semplice per rimanere aggiornati

Vuoi rimanere aggiornato sulle novità per l’azienda? Iscriviti alla nostra newsletter:
riceverai direttamente nella tua email tutte le novità di Cavallini & Partners.

i campi con * sono obbligatori

Cookie PolicyPrivacy PolicyNote Legali