Decreto Crisi
Decreto Crisi - Cosa cambia
26 Febbraio 2020

Evitare segnalazione OCRI: 3 regole da seguire per mettere al sicuro la tua azienda.

Sabrina Cavallini

Evitare segnalazione OCRI: non solo è possibile, ma consigliabile, perché solo le aziende monitorate sopravvivono.

Il Decreto Crisi obbliga tutte le aziende ad auto monitorarsi a scopo auto diagnostico e preventivo. Ebbene sì, questo decreto non parla solo alle aziende in crisi, ma a tutte le piccole e medie imprese, in ogni situazione si trovino.

E ci dice che un buon monitoraggio, con un sistema di controllo interno amministrativo e contabile, serve a tutte le aziende, sia a quelle in crescita che a quelle già in crisi.

Le aziende hanno bisogno di un imprenditore che sa quello che fa per svilupparsi in modo costante, prevenire i rischi e sfruttare tutte le opportunità. Una gestione pianificata e organizzata dà risultati migliori e getta le basi per far sì che la crescita diventi la regola e non una sporadica eccezione.

Che tu sia in crisi o no, è arrivato il momento di abbracciare un nuovo modello di gestione, per evitare segnalazione OCRI e far prosperare la tua impresa.

Cosa significa, in parole povere?

Vuol dire che tu imprenditore devi dotarti di alcune regole e strumenti per mantenere l’azienda in buona salute e rilevare i primi segni di crisi. Questo assetto deve essere calibrato alla natura e alle dimensioni della tua impresa, perché più l’azienda cresce, maggiore è l’articolazione che dovrà dare sua struttura organizzativa. Non sto parlando di procedure complesse o strumenti costosi e difficili, ma di buone abitudini, regole chiare, strumenti semplici che hanno un grande vantaggio: ti aiutano a prevedere il futuro dell’azienda.

Tutte le piccole e medie imprese che vogliono farcele devono rispettare un buon assetto minimo, che diventa più complesso e articolato in base alla loro natura e dimensione.

Un’azienda con un buon assetto minimo generale segue 3 regole:

  1. Usa strumenti che rappresentano fedelmente l’assetto organizzativo. Questi strumenti sono: l’organigramma, il mansionario, il manuale dei flussi. Essi definiscono poteri, ruoli, gerarchie, funzioni, competenze e responsabilità.
  2. Usa strumenti di supporto all’assetto amministrativo. Ha un insieme delle procedure, direttive e prassi operative che garantiscono il regolare svolgimento dell’attività aziendale.
  3. Usa strumenti che descrivono l’assetto contabile in maniera fedele, attendibile e tempestiva. Questi strumenti sono: una contabilità corretta e aggiornata, un sistema di controllo per l’analisi degli indici di allerta e dei rischi, un gestionale per i flussi di cassa, il budgeting e la pianificazione d’impresa.

Come vedi un buon assetto è fatto da un insieme di regole e strumenti che hanno 3 vantaggi:

  1. garantiscono una gestione efficace, che porta utili
  2. intercettanosegnali di crisi tempestivamente per recuperare l’equilibrio economico e finanziario
  3. ti tutelano e giustificano le tue scelte gestionali

Il Decreto Crisi fissa i principi della corretta gestione e li fa diventare un dovere che ha un impatto sulla responsabilità degli organi sociali.

Cosa rischi se non ti adegui?

Finché l’azienda è in salute, nulla.
Ma se l’azienda entra in periodo di crisi e non è adeguatamente monitorata, la presenza di una serie di segnali di crisi su un arco di tempo significativo fa scattare l’iter di allerta, ossia una serie di tappe obbligatorie che vincolano i creditori a fare una segnalazione all’OCRI e l’imprenditore a farsi carico del risanamento in tempi brevi.

Arrivato a questo punto, l’imprenditore e i soci che non hanno monitorato l’azienda rispondono con il loro patrimonio personale dei danni causati tra l’inizio dello stato di crisi e l’attivazione delle procedure di risanamento.

Non solo, in caso di bancarotta fraudolenta la pena è aumentata da 3 a 10 anni di reclusione, mentre per bancarotta semplice è passata da 6 mesi a 2 anni di reclusione.

Perché allora conviene adottare questo nuovo sistema?

Di contro, il Decreto prevede tutta una serie di misure premiali per chi dimostra di aver amministrato con coscienza la gestione ordinaria, monitorato l’azienda con costanza ed essere intervenuto tempestivamente alle prime avvisaglie di crisi autodenunciando la situazione all’OCRI.

L’art. 24 del Codice considera “tempestiva” (e quindi meritevole di accesso alle misure premiali) ogni iniziativa che il debitore mette in atto per prevenire l’aggravarsi della crisi entro 3 mesi rispetto alla sua insorgenza negli indici di allerta.

  • benefici penali in caso di bancarotta, sia semplice che fraudolenta
  • riduzione di sanzioni e interessi,
  • proroga dei termini di risanamento del debito.

Ciò non toglie che, nonostante gli sforzi dell’amministratore, l’impresa vada in default. In questi casi poter dimostrare di aver istituito un assetto aziendale coerente con i nuovi obblighi va a beneficio della difesa dell’amministratore e dei soci.

Per questo io consiglio di considerare tutto questo non come un dovere ma come un’occasione per migliorare la gestione dell’impresa e avere un’àncora di salvataggio in caso di crisi.

La nuova riforma ti chiede di strutturare e monitorare la tua azienda per rilevare all’istante i primi indici di crisi e attivarti per farvi fronte. Se agisci in questa direzione l’azienda sarà in salute e non avrai problemi all’orizzonte.

 

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In conclusione, il Codice della Crisi impatta sulle aziende che navigano a vista, non hanno la contabilità aggiornata, non controllano il bilancio.

Pensa che Il Sole 24 Ore ha stimato che il 40% delle piccole e medie imprese avrà almeno un indicatore critico di allerta crisi, e questo le espone a tutta una serie di spiacevoli obblighi di legge, alcuni già entrati in vigore a marzo 2019.

Nessuno meglio di te che vivi l’azienda tutti i giorni può cogliere questi primi, importanti segni di difficoltà. Ma non è semplice…se non hai tempo e non sai dove guardare.

Finalmente con il mio ebook gratuito “5 segni per riconoscere la crisi, 5 modi per uscirnepuoi conoscere i segnali che ti stanno sfuggendo e seguire i miei suggerimenti per cambiare rotta.

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