Consulenza alle imprese
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25 Maggio 2021

Rivalutazione Marchi Aziendali: un’opportunità da non perdere

Sabrina Cavallini

NORMA: L’art.110 del D.L. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto) ha riaperto i termini per rivalutare i beni di impresa (materiali, immateriali e partecipazioni) modificando la medesima disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2020 (art. 1 commi da 696 a 704 Legge 160 del 2019).

Tali beni possono essere oggetto di rivalutazione a condizione che:

  • figurino nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 (bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 per i soggetti solari), ovvero non siano stati iscritti in quanto completamente ammortizzati. Per quanto riguarda il marchio aziendale è necessario che esso sia stato registrato entro tale data;
  • la rivalutazione avvenga nel bilancio chiuso al 31/12/2020 (per i soggetti solari).

NORMA SULLA RIVALUTAZIONE DEI MARCHI

È una norma agevolativa per le imprese, in termini di costi e benefici:

  • può essere gratuita, se fatta ai soli fini civilistici;
  • consente il miglioramento degli indici di bilancio incrementando il valore del patrimonio netto aziendale e l’affidabilità bancaria della società.
  • può essere estesa anche in ambito tributario (valenza ai fini fiscali con applicazione di un’imposta sostitutiva pari al 3%);
  • può essere effettuato l’affrancamento della riserva versando un’imposta sostitutiva del 10% (distribuzione della riserva di rivalutazione);
  • può essere effettuata distintamente per singoli beni (le precedenti rivalutazioni prevedevano “categorie omogenee”);
  • può consentire ammortamenti fiscalmente deducibili, calcolati sui nuovi valori iscritti, già a partire dall’esercizio 2021;
  • può essere altresì affrancata

Il pagamento dell’imposta sostitutiva, sia quella pari al 3% che quella del 10%, può avvenire, a prescindere dall’ammontare, in un massimo di tre rate di pari importo, da effettuarsi la prima quest’anno (2021), e le successive due nei prossimi due anni, sempre entro i termini previsti per il versamento a saldo delle imposte sui redditi.

Si tratta di una grande opportunità per rivalutare fiscalmente, a prezzi convenienti, tutte le attività materiali (capannoni, uffici, macchinari ed attrezzature) e immateriali (tra cui proprio i marchi aziendali).

 

QUANTO VALE  IL  MARCHIO ? COME SI VALUTA?

La valorizzazione dei beni immateriali (“intangibili”) presenta significativi elementi di difficoltà attribuibili sia alla natura “immateriale” di tali beni, sia ai limiti che caratterizzano i metodi valutativi di tipo tradizionale.

Per poter attribuire un valore economico al marchio è necessario, prima di tutto, condurre un accurato esame preliminare volto ad accertare le caratteristiche specifiche del marchio oggetto di valutazione. Non esiste un metodo di valutazione oggettivamente preferibile, ma occorre valutare il caso specifico di volta in volta.

Secondo quanto previsto dai PIV (Principi Italiani di Valutazione), la quantificazione, per essere giudicata attendibile e sostenibile, va determinata con una perizia redatta da un revisore indipendente in grado di svolgere l’analisi di mercato in autonomia ed avvalendosi di appositi istituti specializzati.

È importante affidarsi a professionisti con competenze specialistiche. Per non perdere questa opportunità rivolgiti ad un professionista esperto in grado di guidarti e consigliarti verso la migliore soluzione.

 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Per maggiori informazioni  è possibile contattare lo Studio scrivendo a studiocavallini@studiocavalliniepartners.it

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