Il 2026 segna un ulteriore passaggio nel processo di razionalizzazione del sistema fiscale. Le misure introdotte incidono su più livelli: imposizione delle persone fisiche, strumenti di pianificazione, agevolazioni patrimoniali e gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con l’Agenzia della Riscossione.
Di seguito una lettura sistematica delle principali novità, con particolare attenzione agli effetti concreti e alle scelte operative che contribuenti e imprese dovranno affrontare.
IRPEF 2026: aliquote, scaglioni e detrazioni
La nuova struttura a tre scaglioni
Dal 1° gennaio 2026 l’IRPEF viene riorganizzata su tre aliquote:
- 23% fino a 28.000 euro
- 33% da 28.001 a 50.000 euro
- 43% oltre 50.000 euro
La riduzione dell’aliquota intermedia produce un alleggerimento del carico fiscale sui redditi medi, rendendo il sistema più lineare rispetto al passato.
Effetti per il contribuente
Il beneficio si concentra soprattutto su:
- redditi medio-bassi e medi;
- contribuenti con redditi compresi tra i 28.000 e i 50.000 euro.
Parallelamente, il legislatore interviene sulle detrazioni IRPEF:
- restano centrali quelle per carichi di famiglia e spese sanitarie;
- vengono progressivamente ridotte o sterilizzate le detrazioni “accessorie” per i redditi elevati.
Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, la detrazione IRPEF massima risulta ridotta di 440 euro, con un effetto di riequilibrio della progressività.
Previdenza complementare: aumenta il limite di deducibilità
Nuovo tetto di deduzione
Dal periodo d’imposta 2026 il limite massimo di deducibilità dei contributi alla previdenza complementare sale a: 5.300 euro annui (in precedenza 5.164,57 euro).
Soggetti interessati
Il beneficio riguarda:
- lavoratori dipendenti;
- lavoratori autonomi e professionisti;
- imprenditori individuali.
Effetti fiscali
L’incremento:
- riduce direttamente il reddito imponibile IRPEF;
- è particolarmente conveniente per chi ha aliquote marginali elevate;
- rafforza la previdenza complementare come strumento di pianificazione fiscale di medio-lungo periodo.
Buoni pasto: nuove soglie di esenzione
Limiti aggiornati
Dal 2026:
- buoni pasto elettronici: esenti fino a 10 euro giornalieri (prima 8 euro);
- buoni cartacei: limite invariato.
Trattamento fiscale
Entro i limiti:
- non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente;
- non sono soggetti a contribuzione previdenziale.
Impatto pratico
L’innalzamento della soglia:
- aumenta il valore netto per il lavoratore;
- rende il benefit ancora più efficiente per le aziende, anche in ottica di welfare.
Rivalutazione delle partecipazioni
Ambito soggettivo
È confermata la possibilità di rivalutare:
- partecipazioni detenute da persone fisiche;
- società semplici;
- enti non commerciali, al di fuori dell’attività d’impresa.
Imposta sostitutiva
L’aliquota sale al 21% (dal precedente 18%), applicata sul valore rivalutato.
Finalità e valutazione di convenienza
La rivalutazione consente di:
- ridurre l’imposizione sulle future plusvalenze;
- pianificare cessioni o riorganizzazioni patrimoniali.
L’aumento dell’aliquota rende però indispensabile:
- un’analisi del valore reale della partecipazione;
- il confronto con la tassazione ordinaria della plusvalenza.
Assegnazioni, cessioni e trasformazioni agevolate
Operazioni agevolate confermate
La normativa conferma i regimi agevolati per:
- assegnazione e cessione di beni ai soci (immobili non strumentali o beni mobili registrati);
- trasformazione di società commerciali in società semplici;
- estromissione agevolata degli immobili delle ditte individuali.
Condizione essenziale: soci iscritti a libro soci entro il 30 settembre 2025.
Trattamento fiscale
- imposta sostitutiva dell’8% sui plusvalori;
- imposta del 13% sulle riserve in sospensione utilizzate;
- esclusione di sanzioni e tassazione ordinaria.
Utilità pratica
Queste misure sono particolarmente utili per:
- razionalizzare il patrimonio;
- far uscire immobili dall’attività;
- pianificare passaggi generazionali.
I versamenti sono rateizzati con scadenze differenziate tra assegnazioni ed estromissioni. Ogni operazione richiede una verifica preventiva di requisiti, tempi e convenienza.
Affrancamento straordinario delle riserve in sospensione
È riproposta la possibilità di affrancare riserve e fondi in sospensione d’imposta mediante imposta sostitutiva del 10%, versabile in quattro rate a partire dal 30 giugno 2026.
Finalità
- sterilizzare futuri carichi fiscali;
- rendere distribuibili riserve con tassazione certa;
- supportare riorganizzazioni societarie.
Ambito
La misura riguarda:
- saldi attivi di rivalutazione;
- riserve e fondi in sospensione presenti al 31/12/2024 e ancora esistenti al 31/12/2025.
Professionisti e pagamenti della Pubblica Amministrazione
Dal 15 giugno 2026, prima di effettuare pagamenti a professionisti, la PA e le società a prevalente partecipazione pubblica devono verificare l’esistenza di cartelle esattoriali scadute superiori a 5.000 euro.
In presenza di debiti:
- il pagamento viene sospeso;
- le somme possono essere riversate all’Agente della riscossione.
Impatto diretto sulla liquidità e necessità di monitorare costantemente la posizione debitoria.
Compensazioni orizzontali: nuovo limite
Scende da 100.000 a 50.000 euro la soglia oltre la quale:
- è vietata la compensazione orizzontale dei crediti fiscali;
- se esistono debiti iscritti a ruolo definitivamente scaduti.
Le compensazioni effettuate in violazione sono considerate indebite, con sanzioni e recupero del credito.
Rottamazione “quinquies”
È introdotta una nuova definizione agevolata per:
- carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2024;
- tributi e contributi INPS da omessi versamenti dichiarativi.
Domanda e pagamento
- domanda entro il 30 aprile 2026;
- pagamento in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali (interesse 3%).
L’adesione comporta:
- stralcio di sanzioni, interessi e aggio;
- sospensione delle azioni esecutive;
- regolarità ai fini DURC.
Plusvalenze: stop alla rateizzazione
Dal 2026 le plusvalenze non sono più rateizzabili (diverse da quelle in regime PEX).
L’intera plusvalenza concorre al reddito nell’anno di realizzo, con impatti rilevanti su:
- liquidità;
- acconti;
- saldo d’imposta.
La modifica rende imprescindibile una pianificazione preventiva delle dismissioni e delle operazioni straordinarie.
Il punto di vista dello Studio Cavallini & Partners
Il quadro fiscale 2026 conferma una tendenza chiara: meno automatismi, più responsabilità nelle scelte.
La gestione consapevole di redditi, agevolazioni, riserve e debiti fiscali diventa parte integrante della strategia di contribuenti e imprese. In questo contesto, la consulenza preventiva non è più un’opzione, ma uno strumento essenziale di tutela e pianificazione.



