Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore una modifica silenziosa, ma di grande impatto per famiglie, imprese e patrimoni italiani, l’abolizione del coacervo successorio: ogni eredità si calcola in modo autonomo, senza sommare le donazioni del passato.
Una novità che, se ben compresa, può cambiare in profondità il modo in cui trasmettiamo la ricchezza familiare e pianifichiamo il futuro.
Come Studio Cavallini & Partners, crediamo che comprendere questi cambiamenti sia fondamentale: perché le regole fiscali non sono solo numeri, ma strumenti che incidono sulla serenità e sulla continuità delle famiglie e delle imprese. Vediamo insieme cosa cambia e perché è una vera svolta.
Cos’era il coacervo successorio
Il coacervo successorio — previsto dal D.Lgs. 346/1990 — era il meccanismo che obbligava a sommare le donazioni fatte in vita dal defunto ai beni lasciati al momento della morte per calcolare l’imposta di successione.In pratica, se un genitore aveva già donato parte dei propri beni ai figli, quelle donazioni riducevano la franchigia disponibile e facevano aumentare le imposte dovute sull’eredità.
Un sistema pensato per evitare elusioni, ma che spesso penalizzava chi aveva scelto di pianificare il proprio patrimonio in modo trasparente e anticipato.
Cosa è cambiato dal 2025
Con il D.Lgs. n. 139/2024, il coacervo successorio è stato abolito. Dal 2025, le donazioni fatte in vita non si sommano più ai beni ereditati per calcolare l’imposta di successione.
In concreto:
- ogni successione parte da zero;
- gli eredi beneficiano per intero della franchigia prevista (1 milione di euro per coniuge e figli);
- le donazioni precedenti non incidono più sul calcolo delle imposte.
È un cambio di prospettiva che riporta la tassazione successoria a un principio di equità e autonomia: ogni passaggio generazionale viene valutato come evento indipendente.
Un esempio pratico
Immaginiamo Marco, padre di due figli. Nel 2018 dona a ciascun figlio 500.000 euro. Nel 2025 lascia un patrimonio di 1 milione di euro, diviso a metà.
👉 Prima della riforma: l’Agenzia delle Entrate sommava 500.000 (donazione) + 500.000 (eredità) = 1.000.000 euro. Poiché la franchigia era di 1 milione, ogni ulteriore bene o rivalutazione sarebbe stato tassato.
👉 Dopo la riforma: ogni figlio riparte con una nuova franchigia da 1 milione di euro.
Risultato: nessuna imposta di successione, e un risparmio potenziale di decine di migliaia di euro.
Attenzione: il coacervo resta per le donazioni
Il cambiamento riguarda solo la successione.
Rimane invece in vigore per le donazioni successive (il cosiddetto coacervo donativo): se una persona riceve più donazioni dallo stesso soggetto, la seconda tiene conto della prima per calcolare la franchigia residua.
Un dettaglio importante per chi pianifica donazioni plurime nel tempo: anche se la successione è “ripulita” dal passato, le donazioni tra vivi continuano a dialogare fra loro.
Perché l’abolizione del coacervo è una svolta
L’abolizione del coacervo successorio rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del patrimonio familiare:
- Più equità: non penalizza chi ha scelto di donare in vita.
- Maggiore libertà: pianificare oggi non compromette più i benefici fiscali futuri.
- Nuove opportunità di pianificazione: chi ha già effettuato donazioni può rivedere il proprio assetto successorio per ottimizzare i vantaggi.
In un contesto economico in cui le famiglie imprenditoriali e patrimoniali cercano stabilità, questa modifica apre scenari di pianificazione più sereni e flessibili.
Il punto di vista dello Studio Cavallini & Partners
Per noi di Studio Cavallini & Partners, questa riforma è un invito a ripensare la pianificazione successoria in chiave proattiva. Non si tratta solo di reagire a un cambiamento normativo, ma di coglierlo come un’opportunità per costruire una strategia più equa, trasparente e sostenibile nel tempo.
Ogni famiglia, ogni impresa, ogni patrimonio ha una storia diversa — ma un principio comune: la necessità di tutelare ciò che è stato costruito con impegno, evitando sorprese fiscali e garantendo continuità ai propri valori.
Studio Cavallini & Partners affianca i propri clienti nella pianificazione patrimoniale e successoria, integrando competenze fiscali, legali e strategiche per offrire soluzioni su misura.



